sabato 8 giugno 2013

La rivolta antimperialista turca non sarà una ''primavera'', di Stefano Zecchinelli


1. Le proteste popolari che hanno scosso la Turchia hanno un chiaro segno antimperialistico contro un governo interno, sia al progetto criminale della NATO, e sia al paradigma teorico neo-liberistico.

Il popolo turco è insorto rivendicando, non solo, giustizia sociale contro una borghesia arrogante ed alleata dell’imperialismo americano ma anche la fine del crescente militarismo neo-ottomano che minaccia, prima di tutto, la vicina Siria principale sostegno ( insieme all’Iran ) del movimento antimperialista degli Hezbollah.

Il sostegno al popolo turco, la difesa militare della Siria baathista contro le minacce della NATO e dell’imperialismo israeliano, il sostegno incondizionato alle resistenze libanese e palestinese, sono doverose per chiunque combatte a fianco dei popoli oppressi, quindi non possiamo che auspicarci il rovesciamento del governo criminale di Erdogan e l’applicazione di un programma socialista che, dato il particolare contesto turco dove convivono diverse etnie, rispetti le diversità culturali.

In questo breve articolo cercherò di riflettere sui possibili ostacoli che la rivolta antimperialistica turca potrà incontrare, prendendo brevemente in esame le caratteristiche dello Stato turco e della sua vile borghesia.

2. L’alleanza fra la Turchia e gli Stati Uniti è una sorta di alleanza asimmetrica.

Come ci conferma Michel Chossudovsky in Turchia abbiamo dalle 40 alle 90 armi nucleari di proprietà statunitense. La Turchia, come ho già ricordato, è all’interno della NATO e rientra in un progetto di marca statunitense che ‘ Lungi dal rendere l’Europa un posto più sicuro e dal creare un’Europa meno dipendente dal nucleare, [la strategia] potrebbe tranquillamente avere come risultato quello di introdurre più armi nucleari nel continente europeo, frustrando così alcuni dei tentativi che si stanno compiendo per ottenere un disarmo nucleare multilaterale” (citazione dall’ex Segretario Generale della NATO George Robertson su “Global Security” del 10 febbraio 2010).

Quindi, se da un lato mantiene una certa indipendenza economica ( si vedano gli accordi commerciali con la Russia o, in passato, con l’Iran ed il Brasile ) da un punto di vista militare è del tutto ( o quasi ! ) asservita all’imperialismo americano.

Da questo punto di vista la posizione della Turchia nel Medio Oriente è molto simile a quella della Germania in Europa: due potenze imperialistiche con un passato complesso ( di eccedi e massacri coloniali ), ora asservite militarmente agli Stati Uniti ( la Germania ha 160 basi NATO sul suo territorio nazionale ) ma forti economicamente quindi con forti margini di manovra per ciò che riguarda la penetrazione dei capitali.

Il giornalista borghese Ahmet Sik in un suo libro ‘’L’esercito dell’Imam’’ afferma che un importante uomo d’affari turco, Fethullah Gülen, è riuscito a fare entrare nella polizia turca l’ 80% degli aderenti al suo movimento.

Questo uomo d’affari vive da molti anni negli Stati Uniti, è un sostenitore della politica imperialistica americana, e un rapporto dei servizi segreti turchi il MIT lo definisce un agente della CIA che, in passato, ha collaborato con i servizi segreti statunitensi in Asia infiltrando gli aderenti del suo movimento in veste di insegnati di inglese. Un personaggio con una bella ‘’fedina penale’’ vicino politicamente ( come se non bastasse ! ) a Soros.
Insomma, a quanto pare, gli apparati burocratico repressivi turchi sono completamente in mano agli Stati Uniti od almeno è questa l’impressione che ho per il momento. Questa è la prima cosa che mi sembra opportuno rilevare.

3. Per ciò che riguarda la questione curda l’alleanza Usa – Turchia dimostra tutta la sua asimmetria.

Il PKK ha appoggiato l’invasione americana dell’Irak ed ha definito il colonialismo americano come ‘’colonialismo democratico’’.

Gli Usa, dal lato loro, hanno escluso che la Turchia possa intervenire nell’Irak del nord ( ed i guerriglieri del PKK vengono riforniti dal ‘’governo autonomo curdo ‘’ ) dando la priorità alle rivendicazioni territoriali curde.

Insomma, da una parte la Turchia è un avamposto per la NATO e dall’altra deve subire l’iniziativa del PKK che è foraggiato dagli Stati Uniti. Una contraddizione molto importante, dato che, secondo il teorico maoista Dogu Perincek la realizzazione del ‘Grande Kurdistan’ fa parte di un progetto di balcanizzazione dell’area ( che comprenderebbe anche la Turchia ! ) dove il Kurdistan diventerebbe uno Stato satellite di Israele.

Secondo Perincek: ‘’ Oggi, il piano viene dichiarato più apertamente anche dalla parte dei sionisti: essi vogliono che Diyarbakır diventi il centro di uno Stato satellite d’Israele; vogliono che la Turchia, l’Iran, l’Iraq e la Siria vengano divisi e il “Barzanistan” raggiunga il Mediterraneo. Sono questi i fini della “strada verso la pace”’’. 1
In questo progetto criminale imperialistico rientra, indubbiamente, la destabilizzazione dello Stato indipendente siriano che il popolo turco, con queste manifestazioni, sta cercando di impedire solidarizzando con il governo baathista.

4. Il partito di Erdogan, il Partito giustizialista ( AKP, AK Parti ), rappresenta gli interessi della crescente borghesia nazionalistica ( ed imperialistica ) turca che ha tratto vantaggi dalle politiche neo-liberiste del suo governo.

A differenza dei suoi predecessori, ed in particolar modo Bulet-Ecevit-Kemal Dervis, Erdogan si è attenuto alle direttive del FMI non subordinando del tutto gli interessi nazionali turchi a questa struttura. Ha mantenuto discreti rapporti con la Russia, ed ha stretto accordi con l’Iran ed alcuni paesi latino-americani. Ha prediletto la modernizzazione capitalistica, puntando sui ceti medi rurali e sulle borghesie nazionalistiche, alla subordinazione economica agli Stati Uniti ed al mantenimento delle borghesie compradore. Questo spiega le frizioni fra l’imperialismo turco e quello israeliano ( conflitti di carattere inter-imperialistico ), tanto esaltati dai geopoliticisti nostrani ( ed infatti i geopoliticisti non sono antimperialisti ! ).

L’ideologia dell’AKP mette insieme islamismo e neo-liberismo, per cui l’iniziativa economica privata è vista con favore ed il successo commerciale rappresenta la benevolenza di Allah. Secondo i neo-ottomani dell’AKP la globalizzazione è un bene perché diffonde la religione islamica, del tutto compatibile con il capitalismo.

Le sinistre hanno combattuto per anni contro il populismo di questo partito borghese, ed ora hanno la possibilità di rovesciarlo con un programma di lotte che tenga unite le differenti realtà etniche e culturali dentro un grande Fronte democratico ed antimperialistico. Indubbiamente le dinamiche della protesta, e la tradizione della sinistra turca ( soprattutto delle formazioni che hanno intrapreso la lotta armata ), escludono che l’imperialismo possa recuperare la situazione come ha fatto in Tunisia ed Egitto, quindi lo scontro in atto, se si espanderà, potrebbe compromettere seriamente i progetti imperialisti nell’area, compreso il tentativo di destabilizzare la Siria con bande armate provenienti dalla Turchia.

Che dire ? Questa volta la posta in gioco è molto alta !

Note:

1) Questione curda in Turchia: i problemi del separatismo etnico e un programma di fase per i comunisti.


Altri articoli consultati:

1) Fethullah Gülen e i misteri della Turchia, di Miguel Martinez. 

Fonte: megachip.

2) Turchia e America Latina: tra reazione e rivoluzione, di James Petras. 

Fonte: come donchisciotte.

Stefano Zecchinelli

 





venerdì 17 maggio 2013

Una nuova arma della democrazia blindata: la Donna Imperiale ed il controllo dei sessi, di Stefano Zecchinelli


''Agisci in modo da considerare l'umanità, sia nella tua persona, sia nella persona di ogni altro, sempre anche come scopo, e mai come semplice mezzo'' Immanuel Kant



1. Lo scontro fra i sessi e la costruzione mediatica del femminicidio rispondono ad interessi imperiali ben precisi che in questo breve articolo proverò a mettere in risalto in modo argomentato e critico.

L’imperialismo globale a guida americana ha la necessità di plasmare tutta la soprastruttura dei paesi colonizzati, distruggendo le comunità tradizionali, ed imponendo un sistema di vita che trova il perno in quello che Manuel Freytas ha chiamato l’individuo Alienato Programmato.

Il nuovo individuo massa vive in un grande mercato sociale, dove gli stessi rapporti umani diventano oggetto di consumo. Si investe nelle relazioni amorose, quasi come se si dovesse, anche da queste, trarre profitto.

Le sentenze dei giudici in materia di diritto di famiglia stabiliscono che, nella stragrande maggioranza dei casi, l’ uomo esercita violenza in ambito familiare. In realtà queste sentenze si rapportano ad un costrutto mediatico che connota l’uomo come violento e la donna come eterna vittima ( come ha detto anche Freytas ).

Il sistema capitalistico, per esercitare egemonia, crea stereotipi plasmando il senso comune delle masse: l’uomo viene ridefinito come irrazionale e debole, quindi propenso all’esercizio della forza, mentre la donna è portatrice di una nuova astuzia, raffinata e colta.

Nella società americana, dove vige la tolleranza repressiva, questi prototipi comportamentali sono stati diffusi con programmi spazzatura televisivi e con la fumettistica yankee; la stupidità, in questo modo, è diventata un fenomeno sociale, ed essendo l’uomo il capo ( o presunto capo ! ) della famiglia tradizionale, adesso incarna il simbolo di questa demenza generalizzata.

La donna, nell’immaginario delle elite di Washington, rompe la monotonia quotidiana, è la voce della ragione che normalizza il delirio post-alcolico da pub newyorkese. I mass media, in questo modo, hanno sapientemente posto le basi per una società sul modello Simpson ( dal nome di un famoso cartone animato americano ).

Il capitalismo assoluto è quella fase del modello di sviluppo vigente in cui le elite dominanti puntano alla produzione illimitata delle merci. In questo modo il capitalismo neo-liberista risolve il se i tabù del vecchio capitalismo borghese, compresa la discriminazione sessista.

La donna è pronta per esercitare un nuova egemonia sociale dentro un sistema di democrazia blindata.

I programmi televisivi spazzatura, gli articoli ed i libri di giornalisti al servizio delle oligarchie dell’impero, le sentenze di magistrati classisti degni della Germania hitleriana, fanno da eco a nuovi tipi umani emergenti: (1) la donna in carriera contraltare del manager affermato ( e crudele con i propri dipendenti ); (2) l’emarginato sociale come individuo Alienato Programmato; (3) il modello androgino come reazione estrema verso il carattere anti-umano della società capitalistica.

2. Le politiche neo-liberistiche, nelle società odierne, fanno aumentare sempre di più la disoccupazione e la marginalizzazione sociale.

L’uomo, da asse portante della famiglia tradizionale nel capitalismo proprietario, perde il suo ruolo basico; quello di trainare la famiglia e garantire una formazione culturale ai propri figli.

Tutto questo, ovviamente, avveniva in un contesto capitalistico quindi dominato dal conflitto Capitale/Lavoro, ma la presenza di una Sinistra non ancora addomesticata impediva l’esplodere della schizofrenia sociale e la distruzione delle comunità popolari, compresi i centri di aggregazioni operai e studenteschi.

La distruzione delle strutture portanti della società classista tradizionale – compresa la famiglia che è un residuato del comunismo primitivo, come spiegava bene Marcuse – mette il potere capital-imperialistico nelle condizioni di dominare e manipolare tutte le cellule sociali.

La famiglia si trasforma in un campo di battaglia dove si regolano dei rapporti di forza; uomo e donna concorrono nell’avere un ruolo egemone, in rapporto alle esigenze del Capitale che detta le regole della macelleria in corso. In modo ‘paritario’ entrambi sventolano la loro busta paga, affermano il loro peso familiare in rapporto alla produzione del reddito. Chi resta indietro è il fallito, a dispetto dei vecchi legami affettivi mandati in malora per qualche banconota.

La democrazia blindata necessita di tutto questo, in modo che vengano riprodotti sempre gli stessi rapporti di sfruttamento classisti e mantenuto in piedi l’apparato militare yankee, pianificatore di genocidi su larga scala.

3. Negli Stati Uniti, migliaia di ragazzi senza lavoro, passano le loro giornate davanti al computer, sfogando l’astinenza dal sesso nella industria del porno, quindi alimentando questo settore delle industrie transnazionali.

La donna manager è il tipo umano dominante ed emergente, il perno della società imperialistica americana, la NATO dal volto umano che uccide con il sorriso sulle labbra.

La nuova strega imperialistica si relaziona solo con soggetti suoi pari: quindi la donna in carriera si rapporterà con il manager spietato, condividendo con lui gli stessi interessi materiali.

La democrazia blindata necessita di relazioni e legami, di per se, blindati. Negli Usa si afferma, in contrapposizione alla costruzione mediatica della famiglia Simpson, un nuovo prototipo di famiglia in cui dominano gli interessi materiali di soggetti che condividono la medesima postura ideologica filo-capitalistica e filo-imperialistica.

In arrivo dalla terra statunitense non c’è solo la democrazia blindata, ma anche la famiglia blindata che mantiene in piedi un sistema di dominio gerarchico e di casta.


Il regime post-democratico proprio perché blindato – quindi fondato sulla statizzazione della società civile, da un punto di vista ideologico e militare – offre solitudine e legami anaffettivi.

La promozione del modello androgino negli Usa va a definire i tratti psico-somatici di un particolare individuo massa Alienato Programmato; i legami fra persone dello stesso sesso ( in alternativa del ricorso alle prostitute ) sono la morfina per sopportare il peso di un capitalismo sempre più anti-umano che mira alla conquista dei cuori delle persone.

La potentissima lobby dei gay, l’ILGA ( finanziata con i soldi della Comunità Imperialistica Europea ), insieme alle multinazionali, promuove la cultura della morte ( droga, modello androgino, trans umanesimo ) esaltando il regime tardo-nazista a stelle e strisce. I rapporti sessuali canonici sono sempre più esclusivi, quindi per i reietti è necessario creare un diversivo e blindarlo con la cultura di massa oltre al filo spinato della legittimazione mass mediatica.

Il modello androgino corrisponde ad un particolare individuo Alienato Programmato con queste caratteristiche: (1) scarsa attenzione per le questioni sociali; (2) spettacolarizzazione della vita privata, anticamera della mercificazione ( e vanificazione ) dell’esistenza; (3) progressivo indebolimento della struttura caratteriale. In questo modo l’imperialismo ha delle vere e proprie cavie per testare gli effetti deleteri della cultura di massa. Insomma una sorta di Operazione MK-ULTRA 1 strisciante.

L’imperialismo ha bisogno di tutto questo per avvolgere le persone in un alone di indifferenza verso le sue malefatte ed i suoi crimini in tutto il mondo.

4. In conclusione rilevo che il costrutto mediatico del femminicidio rende appetibile una guerra di tutti contro tutti dove il peso sociale di ogni singolo individuo si misura dalla capacità di produrre reddito; l’emarginato sociale viene condannato a quella che Gustav Jung chiamava la droga dei poveri ( la masturbazione ), mentre il diritto matrimoniale consacra l’unione fra aguzzini emergenti.

La violenza psicologica delle nuove donne Alienate Programmate intense dai media come AGENTI SOCIALI E POLITICI, la loro rivalsa ed il loro astio fomentato da scrittori indegni di tale nome, la loro pretesa di gestire i rapporti, trovano – in caso di obiezioni – conferme nelle sentenze dei giudici i quali ricordano: l’UOMO E’ VIOLENTO E LA DONNA E’ VITTIMA.

Tutti devono compete alla pari nel neo-capitalismo, ma l’ingresso nella elite resta un privilegio per pochi e poche.

Donna Alienata Programmata avvisata, mezza salvata !

Nota:


Stefano Zecchinelli


giovedì 16 maggio 2013

La 'sinistra imperiale' porta nella democrazia blindata, di Stefano Zecchinelli



1. La differenza fra le democrazie totalitarie occidentali e le dittature militari latino-americane riguarda, solo ed esclusivamente, la materia delle repressione.

Nelle dittature latino-americane le oligarchie prima procedevano con una militarizzazione forzata della società civile, distruggendo i diritti e le libertà democratiche, e poi applicavano le politiche neo-liberiste.

Nelle democrazie totalitarie, invece, la distruzione del Welfare State causa reazioni popolari e proteste di massa, nei confronti delle quali le oligarchie rispondono con la repressione e la fascistizzazione del sistema giuridico.

L’imperialismo ha bisogno di mantenere l’involucro della democrazia quindi poggia su vari diversivi strategici: (1) la nuova ‘sinistra imperialiste’, (2) l’americanizzazione dei movimenti sociali, (3) le rivoluzioni colorate.

L’utilizzo di queste strategie consente all’imperialismo di passare da meccanismi di coercizione tardo-nazisti al soft power, un potere morbido che salva la facciata della democrazia.

2. Gli Stati nazionali, come abbiamo già visto, perdono le loro funzioni politiche e socio-economiche mentre concentrano nelle proprie mani soltanto funzioni burocratiche e repressive.

Gli Stati esistono come sistemi di repressione, dove, come è ben visibile, la polizia assume sempre di più i compiti degli eserciti.

Nel 1982, la Thatcher, presentò la guerra contro l’Argentina per il controllo delle Falkland, come una guerra contro il nemico esterno. Il realtà con una campagna mediatica imperialistica riuscì ad ottenere, sull’onda di quella guerra neo-coloniale, la vittoria alle successive elezioni passando dal 25% dei voti al 59% dei voti.

In questo caso, portò avanti una guerra psicologica contro un nemico immaginario per la sua base elettorale, l’Argentina, che l’inglese medio non saprebbe trovare nemmeno sulla cartina geografica.

Nel 1984 quando i minatori delle miniere del carbone andarono in sciopero la Thatcher usò la stessa retorica militaristica e disse ’Nelle Falkland abbiamo dovuto combattere il nemico esterno, e ora dobbiamo affrontare il nemico interno, che è molto più difficile ma altrettanto pericoloso per la libertà’’.

Dopo aver definito la classe operaia nemico interno la lady di ferro mandò contro i lavoratori 8000 poliziotti in squadra antisommossa provocando 700 feriti.

Dalla guerra imperialistica esterna, si passa alla guerra di classe interna utilizzando lo strumento mediatico come ponte dal soft power ( situazione pre-elettorale ) alla repressione tardo-nazista ( legittimazione democratica ottenuta ).

In questo la Thatcher ha posto le basi per una nuova forma di democrazia blindata che trova i suoi due pilastri (1) nello strapotere del complesso militare ed industriale americano, (2) nelle lobby sioniste come baricentri del capitalismo transnazionale e della esportazione del terrorismo neo-fascista in tutto il mondo.

3. Nelle fasi in cui le oligarchie devono passare dalla repressione tardo-nazista al soft power, utilizzano – come abbiamo già detto – dei diversivi strategici.

La ‘sinistra imperiale’, in Italia, ha provato ad attirare su di se l’attenzione elettorale giocando la carta della concessione della cittadinanza tramite lo Ius Soli.

Questa concessione – interna ad un sistema economico dominato dall’imperialismo globalizzato a guida statunitense – si è dimostrata ( per come è stata posta ) subito ambigua, provocando una risposta demagogica e razzista da parte del M5S, l’equivalente italiano degli Indignati spagnoli.

E’ noto che l’imperialismo è un sistema di dominio basato (1) sulla spoliazione delle sovranità nazionali, (2) la guerra permanente fra paesi imperialistici e paesi coloniali, semi-coloniali ed indipendenti, (3) la capacità di attrarre verso le metropoli grandi quantità di forza lavoro quindi – come disse Lenin per la Svizzera – di portarsi le colonie a casa.

La nuova sinistra imperiale ha la necessità di inglobare, all’interno delle singole macchine statali, grosse quantità di forza lavoro, schedarle e poi consegnarle ai sindacati concertativi.

Non c’è nessuna vera integrazione, né al nord e né al sud del mondo, per i lavoratori migranti e la sinistra della oligarchia, con la concessione dello Ius Soli, non fa niente altro che legalizzare grossi spostamenti di forza lavora su scala pan-planetaria.

Dall’altra parte, seguendo gli umori dei ceti medi in disfacimento, il M5S ha lanciato una campagna di discriminazione razzista contro i lavoratori immigrati, campagna di discriminazione a cui hanno fatto eco gruppi di matrice neo-fascista.

I problemi che vengono elusi sono almeno tre, di cui due di fondamentale importanza, mentre il terzo lo accenno per completezza: (1) i flussi migratori sono una conseguenza della ESPANSIONE NEO-COLONIALE, quindi si tratta di forza lavoro che fugge da paesi che sono stati privati della loro sovranità. Non si possono fermare i flussi migratori, da sinistra, se non si abbandona l’imperialismo; (2) l’abbandono dell’imperialismo necessita l’integrazione dei lavoratori migranti all’interno dei movimenti di massa anticapitalistici che, il dilagare della crisi, farà emergere; (3) il 95% dei reati in Italia sono commessi da italiani. Questo è un fatto di cronaca inoppugnabile. Il disagio sociale rende reiette grandi fette sociali, e rifiutarsi di fare una analisi sociologica significa accettare la retorica di un sistema che è strutturalmente di destra e filo-imperialista.

Nessuno dei due contendenti – come sarà chiaro – si pone la necessità della alternativa anticapitalista ed antimperialista. Nessuno si pone la necessità di integrare i lavoratori migranti nel movimento anticapitalista ( da costruirsi, quindi in una ottimistica prospettiva ) italiano, denunciando i crimini dell’imperialismo italiano in Africa o la complicità dell’Italia con il terrorismo americano e sionista.

Il movimento antisistemico, in Italia, avrà certo delle caratteristiche autoctone, ma il M5S concorre, con la sinistra imperiale, a gestire un sistema che strutturalmente è di destra, quindi imperialista e neo-liberista.

Quindi la sinistra imperiale ed il M5S sono in contrapposizione ? Certo che no ! L’imperialismo utilizza qui una vecchia strategia, andando a creare un falso nemico in modo che, in modo preventivo, non nasca il vero nemico.

In questo modo l’opposizione sociale viene incanalata su un sentiero pacifico, sempre all’interno della democrazia blindata controllata da Washington.

I mass media hanno un ruolo fondamentale nel creare nemici immaginari esterni ( guerre imperialistiche ), ed interni ( guerra fra gruppi sociali ), nascondendo le vere contraddizioni sistemiche, modellando un nuovo individuo massa uniforme al sistema di comando imperialista.

Mentre neofascisti psicolabili inveivano in rete contro gli immigrati, il governo Letta – nello stile dei governi sottoposti al controllo delle potenze colonialistiche – accordava con l’ambasciatore Usa il trasferimento di grosse unità di marines a Sigonella in prospettiva di nuove operazioni militari contro la Libia.

Il M5S inveisce contro i migranti africani, ma nei progetti imperiali Usa c’è l’instaurazione a breve termine del Commando Africa, proprio in Libia, e quindi il controllo diretto Usa – Sionismo del continente africano.

La politica presentata dai mass media è un gioco degli specchi dove la sinistra imperiale ha bisogno dei nuovi movimenti colorati per legittimarsi e, viceversa, i movimenti colorati hanno bisogno dei tecnocrati social-imperialisti per spegnere il dissenso dentro i dispositivi totalizzanti del neo-capitalismo.

Questa è la facciata, la superficie, dietro ci stanno i morti ammazzati.

Stefano Zecchinelli

venerdì 10 maggio 2013

Il modello di dominio in arrivo: la ''democrazia blindata'', di Manuel Freytas



La crisi economica si conclude con il progetto imperialista del "soft power" (1) e prepara il terreno per la "democrazia blindata" (2).

di Manuel Freytas

Il modello di capitalismo "assistenzialista" nell'America Latina, con le sue banche centrali zeppe di dollari, senza una sua distribuzione sociale delle ricchezze, con la povertà e la disoccupazione strutturale, con i suoi contratti di lavoro spazzatura, con le sue sovvenzioni al capitalismo per contenere l'inflazione, ed i suoi conflitti sindacali, esplode per mancanza di entrate.

In breve, il modello del welfare del capitalismo transnazionale nell'America Latina, con i suoi governi trasformati in satelliti di un modello economico "unico" per l'intero pianeta, con le sue banche centrali zeppe di dollari, senza una sua distribuzione sociale delle ricchezze, la povertà e la disoccupazione strutturale, con i suoi contratti di lavoro spazzatura, con le sue sovvenzioni al capitalismo per contenere l'inflazione, ed i suoi conflitti sindacali, si trova nel mezzo di un processo di collassamento generalizzato a causa della recessione che contrae i ricavi e i bilanci dei governi dell'intera regione.

A sua volta, il calo dei consumi e la disoccupazione fungeranno da attivatori delle rivolte sindacali e dei disordini sociali che andranno a moltiplicarsi e diffondersi come un virus in tutta la regione, terminando con il processo di "pace" sociale e sindacale, e mettendo a rischio la governabilità del sistema, soprattutto nei paesi più vulnerabili al contagio della crisi, come nel caso dell' Argentina, del Brasile e del Messico, le tre principali economie della regione.

La minaccia della disoccupazione di massa è il punto cruciale, la miccia principale dei conflitti sociali e sindacali che inizieranno ad diffondersi attraverso le banche e le imprese transnazionali che oggi hanno già iniziato a congedare la forza lavoro nell'America Latina.

A sua volta tale processo, di pari passo al progressivo aumento di conflitti sociali e sindacali, guiderà una profonda ristrutturazione sia nelle strategie che nei metodi di controllo politico e sociale "senza repressione" che i governi della regione stavano già da tempo attuando per mezzo delle politiche di welfare e del "soft power" della democrazia imperialista.

Gli eserciti e le polizie regionali, relegate ad un posto di secondo piano dalla strategia di dominio del "soft power", acquisiranno un nuovo ruolo repressivo per contenere le proteste violente causate dai licenziamenti, dai salari bassi e dalla impossibilità di accedere al consumo di base per la sopravvivenza da parte della maggioranza che verrà spiazzata dal mercato del lavoro e dei consumi.

Non si tratterà tanto di repressione militare nello stile delle vecchie dittature militari degli anni settanta, ma di un processo che combinerà simultaneamente l'azione repressiva militare con strategie mediatiche di controllo sociale, senza tuttavia condizionare l'orientamento dell'ordine costituzionale.

"Mano dura" e democrazia, con le forze armate sotto il comando di governo civile che svolgerà operazioni "anti-insurrezionali" (come nelle favelas del Brasile), e dei mezzi di comunicazione, facendo classifiche stime dei conflitti e delle proteste proteste, e collocando i "violenti" da un lato e i "pacifici" dall'altro.

In altre parole, l'implementazione della "democrazia blindata", realizzata in una sintesi operativa tra potere "morbido" e potere "duro", al fine di preservare la governabilità regionale come condizione di base affinché gli Stati Uniti e le potenze centrali possano ridisegnare un nuovo piano di dominio transnazionale capitalista nell'America Latina.
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(1) http://it.wikipedia.org/wiki/Soft_power
(2) http://www.laondadigital.com/laonda/laonda/446/A6.htm 
La “democracia blindada”, como señalan los expertos, es una síntesis gerencial político-militar conjugada dentro de una nueva estrategia de control político y social orientado a preservar el sistema de dominio imperial capitalista en América Latina”. - trad.: "La "democrazia blindata" come segnalano gli esperti, è una sintesi politico-militare coniugata all'interno di una strategia di controllo politico e sociale volto a preservare il sistema di dominio imperialista nell'America Latina''.

venerdì 26 aprile 2013

Un diversivo strategico: la nuova ''sinistra'' imperiale, di Stefano Zecchinelli



1. Le categorie di Sinistra e di Destra dentro il neo-capitalismo hanno perso il loro valore, sono categorie vuote e prive di significato che fanno da ‘presentazione’ a grandi cartelli politici ed aziendali: i partiti che concorrono alla farsa elettorale.

La Sinistra – dalla Rivoluzione francese alle grandi Rivoluzioni socialiste ( Comune di Parigi, Rivoluzioni russa e cinese, Rivoluzioni anti-coloniali ) – ha sempre accompagnato l’emancipazione delle classi lavoratrici ( si passa dal settecentesco concetto di ‘popolo’ al marxiano concetto di ‘classe’ ) e dei popoli coloniali ( a partire dalla Rivolta di Haiti ). Fu il grande rivoluzionario Robespierre a consegnare la ‘patria’ alle classi lavoratrici contro le aristocrazie parassitarie, e furono, sempre i giacobini, ad abolire la schiavitù nelle colonie
.
La nascita, a Sinistra, del socialismo scientifico – che trova il punto più alto nel Capitale di Karl Marx – lega la lotta al capitalismo alla lotta al colonialismo ( ed alla sua evoluzione naturale, l’imperialismo ). Marx fu il primo a capire che il capitalismo poggia su basi colonialistiche, quindi la liberazione dei popoli coloniali è un presupposto IMPRESCINDIBILE per la liberazione degli operai nei paesi a capitalismo maturo.

Lenin approfondì gli studi di Marx, chiamando direttamente – al Congresso di Baku del 1920 – gli schiavi delle colonie a rompere le loro catene ( riferendosi, all’epoca, al colonialismo inglese ). Su questi principi, anticapitalistici ed ANTIMPERIALISTICI, si fonda la Sinistra, quella vera che con Marx, Lenin ed infine Mao, diventa Sinistra Rivoluzionaria.

La Destra, dal lato suo, ha sempre rappresentato la reazione dei ceti parassitari: si passa dalla aristocrazia alla borghesia reazionaria, fino alla nuova classe imperialistica globale che trova negli Stati Uniti e nel Sionismo i suoi principali pilastri politici e militari.

2. Il sistema neo-capitalistico si fonda sulla spettacolarizzazione, non solo della politica, ma di tutta la vita sociale; la cultura della visibilità ci porta verso esistenze commerciali e fittizie, in cui i legami sociali diventano indefiniti, od almeno non poggiano più su valori nobilitanti ( rispetto, impegno sociale, indignazione contro le ingiustizie, ecc …).

Le classi dominanti si sono curate di trasformare gli operai, un tempo combattivi, in tanti piccoli investitori e consumatori. Con il plusvalore sottratto alle colonie, e lo sfruttamento di queste, perpetuato ( a Destra ) con regimi militari e fascisti, o semplicemente ( restando a Sinistra ) con lo ‘scambio ineguale’, si sono fatte vivere le classi lavoratrici europee, fino ai primi anni ’80, in uno stato di relativo benessere. Questo ha distrutto la cultura socialista ed antimperialista, aprendo la strada al neo-liberismo culturale e politico.

Il nuovo capitalismo impone – come nota bene Manuel Freytas – il Principio di Maggioranza: la maggior parte della popolazione esalta la proprietà capitalistica, l’accumulazione della ricchezza, crede alla bufale mediatiche che giustificano le aggressioni neo-coloniali americane ed israeliane, quindi l’adesione al SENSO COMUNE ( uguale ACCETTAZIONE DEL PENSIERO DOMINANTE ) deve assurdamente coincidere con la VERITA’.

Il sistema di dominio attuale è assolutamente perverso: le forze che una volta si dicevano alternative hanno assorbito l’ideologia americanista, ma è proprio negli Usa che la partecipazione democratica viene fatta a pezzi. Gli strateghi del Pentagono e la CIA dicono che la democrazia per funzionare ha bisogno della apatia della popolazione, quindi i ‘cittadini’ americani passano le giornate davanti la televisione mangiando cibo spazzatura ignari che l’esercito Usa – composto da assassini, tossico dipendenti, ex barboni – uccide in nome della nazione yankee e della pseudo democrazia da asporto.

L’imperialismo è, prima di tutto, culturale: i mass media portano avanti la loro guerra preventiva ideologica, spingendo i lavoratori a ritenere impossibile l’abbandono di un sistema capital-imperialistico. Le aggressioni statunitensi vengono viste come indispensabili per diffondere la democrazia, quando in realtà i paesi aggrediti, con politiche nazionali ed internazionali autonome, cercavano ( e cercano ) di sfuggire alla divisione sociale del lavoro imperialistica imposta dagli Usa e dai suoi alleati.

In Italia i rinnegati del PCI, intellettuali vanitosi e vogliosi di potere, venuto meno un partito anticapitalista a parole ma socialdemocratico nei fatti, hanno sfruttato il prestigio che questo aveva dentro le università pubbliche per diffondere il nuovo pensiero dominante basato, A SINISTRA, sul MULTICULTURALISMO di Fukuyama, ED A DESTRA, sullo SCONTRO DI CIVILTA’  di Huntigton, ideologo della guerra permanente, complice di crimini contro l’umanità.

Insomma, si sono messi a lavorare per l’imperialismo americano, riconvertendosi non solo politicamente ma anche umanamente. Uno schifo senza fine quello che ci fa vedere oggi la Sinistra Imperiale a stelle e strisce.

3. La Sinistra è stata inglobata all’interno di questo sistema basato sulla schiavitù salariata e sull’imperialismo.

Quella che un tempo era una forza rivoluzionaria, dal dopoguerra ha accettato il capitalismo come destino ( fino a diventare una prostituta degli Usa ! ), cercando di auto legittimarsi con la retorica anti-totalitaria, antifascista e dei diritti umani. La Destra poggia sulle dittature militari, mentre il suo (ex)opposto si abbellisce con le rivoluzioni colorate.

Dentro il neo-capitalismo, Destra e Sinistra, si tengono la mano: la seconda esalta le rivoluzioni colorate fatte da gruppi sociali imborghesiti e filo-americani, presentando giovanotti in carriera come combattenti per la libertà; finito lo show mediatico, e rammolliti i cervelli delle anime belle, interviene la ‘cloaca nera’ che tiene tonico l’apparato militare ed industriale statunitense.

Nella gestione del conflitto sociale interno le cose non cambiano. Aldo Giannuli ci comunica che ‘’ Va detto che negli anni della Presidenza Obama (forse per effetti della crisi o forse come reazione al “presidente nero”) i gruppi razzisti e fascistoidi hanno avuto una crescita esponenziale, passando da 149 censiti a 1.360 (“Repubblica 16 aprile 2013 p.7): in un documento dello Depertment of homeland security si riconosce che la destra sta guadagnando consensi sull’aumento delle paure urbane e cercando di radicalizzare lo scontro’’ (Aldo Giannuli, Strage di Boston: proviamo a ragionarci su, ALDOGIANNULI.IT ).

E se la presenza di Obama sia complementare al neo-fascismo americano e quindi – a dispetto dello spettacolo televisivo – diventi un grande affare per la lobby delle armi ? Nel neo-capitalismo ‘’il falso è un momento del vero’’ ( Debord ), quindi Obama ha bisogno dei neo-fascisti per lanciare il suo spettacolo mediatico sulla tolleranza e fare presa sugli intellettuali progressisti, mentre la lobby delle armi ha bisogno di Obama per aumentare la sua influenza sulla estrema destra americana filo-imperialistica.

Alla fine chi ci guadagna: l’IMPERIALISMO. Chi ci perde: i LAVORATORI. Questa è la morale della favola !

Negli ultimi quindici anni sembra che gli attori si siano dati il cambio nella recita di questi ruoli: quindi in Italia è stato D’Alema – un ex dirigente del PCI – a bombardare la Serbia ( solo per allontanarla politicamente dalla Russia ) mentre negli Usa, il fantoccio Obama, ha condotto un numero di operazioni militari infinitamente superiore a quello del neo-conservatore filo-nazista Bush. Insomma, un teatro degli orrori, a cui possono credere soltanto individui totalmente massificati.

Sinistra e Destra, concorrono a gestire un sistema che è STRUTTURALMENTE DI DESTRA.

Le elezioni politiche sono simulazioni di orgasmi: in realtà servono a mettere in circolazione nuovo denaro, ed a mantenere in piedi partiti che hanno una struttura assolutamente aziendale. Quello che davvero interessa al capitalismo è il rafforzamento del sistema di sicurezza interno ( servizi segreti, corpi di polizia, magistrature, ecc …), ed il potenziamento degli apparati militari dei singoli Stati imperialistici.

La Sinistra si richiama all’antifascismo come simbolo della lotta per la libertà ma la fascistizzazione di chi dissente dalle politiche imperiali è sempre stata una arma della Destra; così fu per Nixon – solo per citare un esempio eclatante – contro il socialista Allende.

L’informazione nel sistema di produzione capitalistico è una azienda e le notizie sono merci. Stati Uniti ed Israele sono un po’ due grandi censori: passa quello che legittima l’impero.

In questo grande gioco delle parti non importa su che spalla il fucile viene poggiato, aggressione esterna o stragismo interno, il risultato non cambia, per chi non capisce questo e si ostina a sostenere un sistema imperiale e genocida mi viene in mente Lenin ‘’il nemico più difficile da combattere è la stupidità’’.

Stefano Zecchinelli








mercoledì 24 aprile 2013

L'Italia come laboratorio dell'impero: la democrazia blindata, di Stefano Zecchinelli


Dopo la rivolta del 17 giugno
il segretario dell'Unione degli scrittori
fece distribuire nella Stalinallee dei volantini
sui quali si poteva leggere che il popolo
si era giocata la fiducia del governo
e la poteva riconquistare soltanto
raddoppiando il lavoro. Non sarebbe
più semplice, allora, che il governo
sciogliesse il popolo e
ne eleggesse un altro? (Bertolt Brecht)


1. La caratteristica principale del neo-capitalismo è quella di svuotare gli Stati nazionali delle loro funzioni amministrative e politiche le quali vengono delegate a grandi organismi internazionali – che nascono a causa della progressiva centralizzazione dei capitali – rispondenti alle necessità dell’imperialismo più forte, quello americano.

Gli Stati quindi conservano soltanto funzioni di carattere burocratico repressivo, diventando macchine di dominio contro le classi lavoratrici. Se negli anni ’60 e ’70 la borghesia proponeva patti sociali agli operai, adesso, per fronteggiare le reazioni dei ceti subalterni ( a cui si affiancano pezzi di borghesie nazionali fatte a pezzi dalla crisi), i referenti statunitensi reagiscono con la repressione più brutale.

La gendarmeria europea, i campi di detenzione per debitori statali, lo strapotere dei servizi segreti ( con la CIA ed il Mossad che si macchiano di delitti senza conoscere barriere nazionali ) sono parte integrante della nuova democrazia totalizzante.

Le borghesie imperialistiche si premurano: (1) di diffondere l’ideologia – o meglio la legittimazione ideologica – della potenza americana ( quindi il pensiero unico neo-liberale e la teoria sulla scontro di civiltà ) utilizzando le Organizzazioni Non Governative, le grandi Università Private, e poggiando su internet; (2) consapevoli del fatto che le vecchie istituzioni parlamentari e le Università Pubbliche borghesi non hanno più nessuna presa sui ceti subalterni, cercano di sopperire, su larga scala, attraverso la diffusione della cultura commerciale.

Il capitalismo nel mondo occidentale ha una soprastruttura pseudo parlamentare mentre i livelli di repressione sono propri di una società tardo-nazista ( Ulrike Meinhof ).

Questa premessa è necessaria per avere una comprensione degli attuali avvenimenti della politica italiana che, adesso, molto brevemente, cercherò di chiarire.

2. La rielezione di Giorgio Napolitano ( agente diretto della CIA da, almeno, il 1978 ) come rappresentante della Repubblica imperialistica italiana ha fatto gridare molti analisti ( come Giulietto Chiesa ) al ‘’colpo di Stato’’. Le cose non stanno proprio così.

Prima di tutto bisogna chiarire che tutti i candidati erano persone che ruotavano intorno alla Commissione Trilaterale ( organi di dominio dell’imperialismo americano creata da Rockefeller nel 1973 ), compreso Stefano Rodotà consulente di spicco di questa organizzazione imperialistica.

Il diritto è – come diceva Spinoza – forza: il Diritto del pesce grande di mangiare il pesce piccolo. La fonte del diritto è la guerra ( imperialistica ) oppure i processi rivoluzionari.

Quindi, attraverso la giurisprudenza internazionale, gli Stati Uniti, impongono la loro volontà decidendo le guerre di aggressione e dando gli ordini ai dominanti dei paesi alleati: da questo punto di vista l’Italia non ha perduto nessuna sovranità perché non si può perdere ciò che non si è mai avuto pienamente ( il popolo in Italia è stato mai sovrano ? ).

Come ben spiegò Amadeo Bordiga ( la sottolineatura è mia ): ‘’ Queste forze sono stabili oggi e si fondano, come radice storica, su quelle che vantano di aver buttato giù tedeschi e fascisti con l'alleanza mondiale e l'inquadramento partigiano. Tale blocco ha passato la consegna, e (si sblocchi come vuole) le sue responsabilità sono comuni: la consegna non la ha oggi in mano il partito D.C. o il ministero De Gasperi, ma la flotta navale ed aerea americana, o se volete atlantica, le sue stabili basi a terra, e il collegamento costituzionale tra esse e una delle più affinate organizzazioni sbirraie. Sono fatti di reale forza storica; gli atlantici sono potenti non in ragione delle somme di voti delle recenti amministrative, o di quelli delle spasmodicamente attese politiche 1953, ma in ragione della sommatoria di forze politiche che si formò quando borghesi e comunistoidi bloccarono per la democrazia mondiale e i comitati di liberazione’’.

Le cose che vorrei aggiungere sono tre: (1) Napolitano ha appena avviato la formazione di un nuovo governo tecnico con a capo Enrico Letta ( massone e uomo della Commissione Trilaterale ). Questa centralizzazione dei poteri – e quindi l’abolizione della vecchia democrazia borghese – trova le sue cause, non in ragioni politiche, ma nel fatto che l’imperialismo deve imporre un nuovo sistema economico fondato sul keynesismo di guerra; (2) in Europa, come conseguenza di ciò, la strategia della tensione prosegue con altri mezzi. Le bombe dei neo-fascisti non sono più necessarie, bastano le misure economiche ( le shock economy, per dirla con Naomi Klein ) per terrorizzare il popolo lavoratore; (3) la destabilizzazione sociale, la precarietà e l’incertezza per la mancanza di futuro, non fanno altro che rafforzare i gruppi centristi. In poche parole è ancora attuale la formula che afferma ‘’destabilizzare l’ordine pubblico per stabilizzare l’ordine politico’’.

Dove porta tutto questo ? Intanto apprendiamo che l’Italia sale fra le prime dieci potenze mondiali per la spesa militare, quindi si disintegra la vita delle persone ma si continuano ad acquistare armamenti ( per la gioia della lobby delle armi americana, o dello Stato terrorista di Israele ).

Secondo Manlio Dinucci: ‘’. Obiettivo del Pentagono è rendere le forze Usa più agili, più flessibili e pronte ad essere dispiegate ancora più rapidamente’’. Il sistema di dominio neo-capitalistico per trarre profitti all’infinito ha bisogno di rilanciare nuove guerre imperialistiche; gli Usa stanno già spostando parti rilevanti dell’esercito dal Medio Oriente all’Estremo Oriente ( come spiega bene Thierry Meyssan ) per accerchiare la Cina ( quindi la nuova guerra fredda è fra Usa e Cina e non fra Usa e Russia ).

I tempi sono ancora da definire ma le guerre si combattono anche tramite altri mezzi: ed esempio c’è la guerra informatica. E’ stato proprio Napolitano ad accordarsi con Obama sul progetto della NATO economica secondo cui ( al divenire …): ‘’ Gli Europei hanno norme di tutela della privacy molto esigenti, mentre gli statunitensi possono fare qualsiasi cosa in nome della lotta contro il terrorismo. Dopo aver fatto spola, gli Europei si sono sdraiati davanti agli statunitensi che hanno imposto il loro modello a senso unico: hanno copiato i dati europei, mentre gli europei non hanno avuto accesso ai dati stati statunitensi’’. ( Thierry Meyssan, La NATO economica, soluzione Usa alla crisi, Rete Voltaire )

Se il diritto è l’imposizione dei rapporti di forza, e la NATO economica un primo passo versa la soluzione della crisi ( secondo le teorie balorde e filo-imperialiste di Obama ! ), Giorgio Napolitano ( su richiesta americana ! ) è proprio l’uomo giusto per ‘’blindare’’ ancora di più la pseudo-democrazia italiana.
Riprendiamo ancora l’articolo di Meyssan ( a cui ho fatto riferimento anche in altri miei interventi 1 ): ‘’ In materia di economia, si tratterà di abrogare le tariffe doganali e le barriere non tariffarie, vale a dire le norme locali che rendono impossibili certe importazioni. Washington vuole vendere tranquillamente in Europa i suoi OGM, i suoi polli trattati con il cloro, e i suoi bovini agli ormoni. Vuole usare senza ostacoli i dati riservati di Facebook, Google, ecc’’.

Morale della favola ? Semplice, gli Stati europei devono trasformarsi in grandi depositi di armi statunitensi ed israeliani. L’imperialismo sceglie esecutori fidati e del resto, se anche avesse vinto il neo-liberista Rodotà ( uomo della Commissione Trilaterale, non dimentichiamocelo ! ), possiamo essere certi che, citando Bordiga, ‘’ Voti della sinistra: atlantici ieri fino all'indecenza, antiatlantici oggi; domani poi, chi lo sa? Come piegare uomini così eletti come i loro capi, alla banalità del "definitivo"? In conclusione: atlantici per due terzi’’.

Insomma, l’imperialismo italiano avrebbe continuato ad andare dove va quello americano, chi pensa il contrario è un ingenuo.

Nota:


Stefano Zecchinelli





mercoledì 27 marzo 2013

Il piano degli Stati Uniti: balcanizzare l'Europa e riconquistare l'America Latina, di Stefano Zecchinelli



1. La comprensione dell’attuale conflitto inter-imperialistico richiede alcune puntualizzazioni importanti, sulla strategia, politica ed economica, della super potenza Usa.

Bisogna chiarire che il padrone principale non sta a Berlino – come pensano molto sprovveduti – ma sta a Washington.

La Germania, non a caso, non è in grado di mettere in dubbio l’egemonia, politica e militare, dell’imperialismo americano all’interno della NATO.

Nel 1950, Amadeo Bordiga il fondatore del Partito comunista d’Italia, prese in esame il carattere anti-marxista delle correnti federaliste europee e concluse dicendo che ‘’ Il Movimento Federalista Europeo, coi suoi stupidi progetti interparlamentari, maschera della realtà di una organizzazione di guerra a comando extra-europeo, non risponde ad altro che al migliore consolidamento della dittatura del Capitale americano sulle varie regioni europee, e al tempo stesso della interna dominazione sul proletariato americano, le cui vane illusioni di prosperità hanno per sicuro sbocco, nel volgere del ciclo storico, l'austerità che la più ipocrita delle borghesie fa inghiottire alla classe operaia d'Inghilterra’’ ( Amadeo Bordiga, United States of Europa,  Da "Prometeo" n. 14 del 1950 ).

Gli Stati Uniti hanno l’obiettivo (a) di normalizzare politicamente e militarmente i paesi europei all’interno di un progetto di Nuovo Ordine Mondiale guidato da loro; (b) per fare questo stanno (ri)avanzando dei programmi di balcanizzazione e di deindustrializzare verso il vecchio continente. Questa seconda istanza, per gli strateghi di Washington vicini ad Obama ed Brzezinski, è la più efficace per contrastare le spinte nazionalistiche di alcuni settori della borghesia europea.

Secondo Thierry Meyssan ‘’ Con l’aiuto della direttrice del Fondo monetario internazionale, la statunitense Christine Lagarde, ha rimesso in causa l’inviolabilità della proprietà privata nell’Unione europea e ha tentato di confiscare un decimo dei depositi bancari, in apparenza per salvare la banca nazionale cipriota colpita dalla crisi greca. Va da sé che la finalità annunciata è solo un pretesto, poiché, lungi dal risolvere il problema, questa confisca - se dovesse essere attuata – non farebbe altro che peggiorarlo. Una volta minacciati, i capitali rimanenti fuggirebbero dall’isola provocando il crollo della sua economia’’ ( Thierry Meyssan, Il pedono cipriota, Rete Voltaire ). Analisi molto lucida, ma andiamo nei dettagli.

Devo ricordare che organizzazioni come il Fondo Monetario Internazionale non corrispondono ad un improbabile Ultra-Imperialismo, ma sono strumenti di cui si serve l’imperialismo Usa per esercitare la sua egemonia e condurre una lotta implacabile contro i cosiddetti paesi non allineati. Quindi la regia di crisi come quella cipriota è prima di tutto americana.

La balcanizzazione dell’Europa è un vecchio progetto statunitense. Nel 1924 Trotsky ha previsto con lucidità che il piano americano era quello di ‘’mettere a stecchetto la vecchia Europa’’, trasformando paesi come la Francia ( ad esempio ! ) in un grande Belgio. Concluso il conflitto inter-imperialistico fra Usa ed Inghilterra ( sottolinea Trotsky ) gli yankee avrebbero avuto il pieno controllo del bacino del mediterraneo; che dire ? L’esperienza di Suez ha dato ragione alla sua analisi, ancora oggi la più completa nel campo marxista. Nel dopoguerra questo progetto è diventato realtà con il processo di integrazione europeo finanziato dalla CIA e con la creazione di strutture che promuovessero il regionalismo in Europa.

Nel 1987 in Germania nascono organismi europei come il Comitato delle Regioni, il Congresso dei Poteri locali e regionali d’Europa (CPLRE) o il Consiglio dei Comuni e delle Regioni d’Europa (CCRE).
Clinton, in un suo discorso, così si immagina la futura Europa: ‘’ l’unità dell’Europa sta per dar vita a qualcosa di veramente nuovo sotto il sole: istituzioni comuni più vaste dello Stato-nazione parallelamente alla delegazione dell’autorità democratica ai gradini inferiori. La Scozia e il Galles hanno i loro propri parlamenti. L’Irlanda del Nord, dalla quale proviene la mia famiglia, ha trovato il suo nuovo governo. L’Europa è piena di vita e risuona di nuovo dei nomi di antiche regioni delle quali si torna a parlare - la Catalogna, il Piemonte, la Lombardia, la Slesia, la Transilvania, ecc. - non in nome di un separatismo qualsiasi, ma in uno slancio di sana fierezza e di rispetto della tradizione. La sovranità nazionale è arricchita di voci regionali piene di vita che fanno dell’Europa un luogo che garantisce meglio l’esistenza della diversità’’ ( cit. Pierre Hillard, La scissione del continente europeo al servizio degli Stati Uniti, Rete Voltaire )

Un sistema federale richiede (a) uno Stato di polizia forte, quindi (b) una burocrazia ‘’cantonale’’ sempre più oppressiva ed efficiente.

Inoltre le autorità regionali devono trattare direttamente con Bruxelles dove sono impiantate le più importanti lobby americane. Gli Stati vengono svuotati del loro ruolo di direzione politica ed economica, e le regioni diventano macchine burocratiche che eseguono le direttive europee. Questo lascia facilmente capire che, per quello che riguarda, le politiche militari, di volta in volta, vengono marginalizzate le forze in grado di opporsi alle guerre della NATO; non è una cosa da poco dato che uno dei più importanti progetti Usa è quello di creare un nuovo modello economico basato (a) sulla distruzione delle economie produttive, (b) su massicci investimenti nell’industria bellica.

Dall’altro lato, il federalismo europeo, distrugge l’unità sindacale delle classi lavoratrici, favorendo l’instaurazione di un modello di sviluppo neo-liberistico. Osservava Bordiga ( rifacendosi direttamente a Lenin ) ‘’  Lenin riporta l'analisi di Engels a proposito del sistema svizzero, americano e così via: lo Stato confederato o il governo cantonale sono in certo modo liberi rispetto al governo federale; ma sono anche liberi nei riguardi del distretto e del comune. Ciò significa che nei distretti e nei comuni locali manca ogni autonomia e vi è la dittatura burocratica del cantone o dello Stato confederato’’ ( Amadeo Bordiga, United States of Europa,  Da "Prometeo" n. 14 del 1950 ).

Questo lascia presupporre che quello che è successo a Cipro ( che nei progetti americani dovrebbe entrare nella NATO ) molto presto potrebbe avvenire in paesi ‘’pigs’’ come l’Italia, con le finalità ( ne segnalo tre ) di (a) far fuggire capitali ( ed investitori ) in terra americana, (b) indebolire economicamente i capitalismi europei ( quindi sono operazioni che devono essere inquadrate dentro un conflitto che è inter-imperialistico), (c) riavviare il progetto di balcanizzazione all’interno di quella che Obama ha chiamato la NATO economica.
Questi mi sembrano, per ora, gli elementi più importanti a cui fare riferimento, non è un caso che i vecchi Stati nazionali ( imperialistici, e quindi da combattere ) si stiano trasformando in un campo dove si consuma un conflitto fra dominanti: la potenza egemone atlantica contro le resistenze delle borghesie nazionalistiche ( oltre che al classico conflitto fra la borghesia e le classi lavoratrici ). All’interno di questo scenario gruppi dominanti ( si pensi all’industria di Stato in Italia ), oramai rachitici, non sono in nessun modo capaci di risolvere, da un punto di vista capitalistico, il problema dell’indipendenza nazionale.

Tutto ciò è bene metterlo in chiaro a chi propone risoluzioni di carattere socialdemocratico ( quindi riformista ) o geo-politicista ( quindi piccolo borghese ).

2. La nomina di Jorge Maria Bertoglio, come nuovo Papa, ha suscitato reazioni spesso confuse da parte di vari analisti.

Intanto ricordo che Bertoglio è un reazionario di tutto rispetto: vicino alla Guardia di ferro ( gruppo peronista di destra, filo-franchista ), simpatizzante per la Tripla A, e complice omertoso della dittatura militare argentina.

In questa sede mi preme chiarire due cose:

(1) La Chiesa è una grande multinazionale ( con la particolarità che dispone di un apparato repressivo proprio ed autonomo ) che, per acquistare potere, sfrutta i conflitti inter-imperialistici.

Negli anni ’20 e ’30 stipulò una alleanza tattica con i fascismi, ed ora, invece, è una alleata di ferro dell’imperialismo americano ( proprio come la mafia italiana e non penso che sia casuale che Chiesa e mafia abbiano una strada comune ): pensare che questa alleanza possa rompersi è del tutto fuori luogo, essendo gli Usa, ancora, la principale potenza militare.

Come multinazionale la Chiesa ha dinamiche di funzionamento ( ed oppressione ) molto simili a quelle delle grosse organizzazioni mafiose: esporta capitali in tutto il mondo e nei territori in cui si insedia poggia su burocrazie efficienti e dinamiche.

(2) Bertoglio dovrebbe far fronte alla perdita dei fedeli in America Latina, e quindi fronteggiare la concorrenza delle sette protestanti ? Nulla di più falso ! La destra americana poggia sul fondamentalismo cattolico che ha dato all’imperialismo yankee dei caratteri messianici. Gli yankee sono stati capaci di inventarsi il cristiano-sionismo, nel 2006 il CUFI ( lobby cristiano-sionista ) ha lanciato una campagna islamofobica che avrebbe dovuto preparare il terreno ad una aggressione contro l’Iran. Inoltre molti pseudo-analisti ignorano il ruolo dell’Opus Dei in America Latina, oppure il peso di organizzazioni come Tradizione, Famiglia e Proprietà ( la cui sezione italiana si chiama Alleanza Cattolica ) strettamente legate al neo-nazismo ed al narcotraffico.

Bertoglio più che evangelizzare, nella sua prospettiva, potrebbe avviare un processo di fascistizzazione dei popoli latino-americani contro governi che perseguono ( alcuni con molte ambiguità, dato che non vanno oltre l’orizzonte capitalistico ) una politica estera autonoma.

Come riuscirà a fare tutto questo ? Difficile fare previsioni. Non credo che attaccherà frontalmente le socialdemocrazie sudamericane richiamando i fedeli alla ribellione. Invece è più probabile che cerchi di spingere quei governi a destra ( del resto non si tratta di governi anti-capitalistici ), facendogli perdere la loro base sociale. Il contesto è diverso ed il filo-fascista Francesco I sembra avere il taglio populista di Giovanni Paolo II ( che tanti favori ha avuto dalla CIA ) e la finezza intellettuale di Benedetto XVI ( l’uomo incaricato da Woytila di distruggere la Teologia della liberazione ).

Insomma, molti fautori dell’alternativa multipolare pensano di aver trovato un nuovo alleato, io non posso che ricordarmi di quando  Mao Tse Tung irridendo i suoi avversari disse che ‘’la masturbazione ognuno dovrebbe riservarla al cesso della propria misera teorica’’.

Stefano Zecchinelli